Il cervello non dimentica il braccio: cosa c'è da sapere sul dolore fantasma

I ricercatori confutano un'opinione fondamentale contenuta nei libri di testo: dopo l'amputazione di un braccio, la mappa corporea nel cervello rimane sorprendentemente stabile. Questo fornisce una nuova spiegazione per il dolore fantasma e apre nuove opportunità per protesi e interfacce cerebrali.
Chi perde un braccio spesso continua a sentirlo. Il dolore fantasma è uno dei fenomeni più enigmatici della medicina. In precedenza, i ricercatori credevano che il cervello subisse un significativo rimodellamento dopo un'amputazione. Nuovi dati ora dimostrano che ciò non è vero.
Un team internazionale di neuroscienziati ha studiato persone che avevano perso un braccio. Hanno utilizzato scansioni fMRI ad alta risoluzione. La differenza fondamentale rispetto agli studi precedenti è stata la possibilità di sottoporre i pazienti a scansione prima dell'intervento chirurgico e poi di nuovo diversi anni dopo l'amputazione. Ciò ha permesso loro di confrontare direttamente i cambiamenti effettivi nel cervello.
Il risultato è stato sorprendente. Nella corteccia somatosensoriale, dove si concentrano i movimenti e le sensazioni, la mappa del braccio è rimasta intatta. Anche anni dopo l'amputazione, le scansioni cerebrali hanno mostrato schemi di attività come se il braccio esistesse ancora. I ricercatori hanno chiesto ai pazienti di muovere le loro "braccia fantasma" e hanno scoperto che l'attività cerebrale era appena distinguibile da quella precedente l'intervento.
Questo ribalta un'ipotesi consolidata. La teoria a lungo sostenuta era che regioni adiacenti, come il viso o le labbra, prendessero il posto del braccio amputato. I ricercatori non hanno riscontrato tali "riconfigurazioni". La mappa corporea è rimasta sorprendentemente stabile.
Questa scoperta cambia il dibattito sul dolore fantasma. Finora, la spiegazione era una presunta riorganizzazione cerebrale. Tuttavia, se la mappa del braccio persiste, la causa probabilmente risiede altrove. Tra le possibili fonti figurano le terminazioni nervose del moncone che continuano a inviare segnali, o l'interazione tra cervello e vie nervose che non cessa nemmeno quando il braccio è mancante.
Per quanto riguarda le terapie, questo significa che alcuni approcci progettati per "rieducare" il cervello potrebbero rivelarsi inefficaci. Al contrario, trattamenti mirati al sistema nervoso potrebbero rivelarsi più efficaci.
La stabilità della mappa corporea apre anche possibilità completamente nuove. Se il cervello continua a "riconoscere" un braccio anche se mancante, questi segnali potrebbero forse essere utilizzati per le protesi. I ricercatori stanno già lavorando a protesi di braccio controllate dal pensiero. Grazie alle nuove scoperte, in futuro questo obiettivo potrebbe essere raggiunto in modo ancora più preciso e naturale. Anche le interfacce cervello-computer progettate per aiutare le persone con paralisi potrebbero trarne beneficio.
Lo studio solleva una domanda intrigante: perché la mappa persiste anche se la parte del corpo è scomparsa? I ricercatori sospettano che il cervello abbia bisogno di un'immagine stabile del corpo per mantenere l'orientamento e l'identità. Questa mappa interna sembra essere più solida di quanto si pensasse in precedenza.
È importante sottolineare che lo studio ha coinvolto solo tre pazienti, ma ha coperto un arco temporale di diversi anni. È proprio questo livello di dettaglio a rendere i risultati così preziosi. Studi precedenti solitamente confrontavano persone diverse. Questo studio ci ha permesso di osservare lo stesso paziente prima e dopo l'amputazione. Questo rende i dati significativi.
Il cervello si sta dimostrando meno malleabile di quanto molti pensassero. Invece di subire una rapida riorganizzazione, si aggrappa alle sue vecchie abitudini. Per chi soffre di dolore dell'arto fantasma, questo significa nuove speranze per trattamenti più efficaci. Per la tecnologia, è un invito a sviluppare protesi migliori. E per i ricercatori, è chiaro: molto di ciò che pensiamo di sapere sul cervello deve essere continuamente riesaminato.
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